Rischio sismico - Terchio

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Rischio sismico

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Rischio sismico

Secondo la legge regionale n. 4 del 31/1/2012, tutto il territorio di Pontremoli è una zona a rischio sismico 2 ovvero una zona dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Come si può leggere nella pubblicazione curata dala Regione Toscana e dall'Universtà di Siena "Potenzialità sismica della Toscana e definizione di criteri di priorità per interventi di prevenzione", in Lunigiana la zona tettonica si estende dall’alto strutturale dei monti Picchiara e Cornoviglio all’alto strutturale di Groppodalosio, separati dalla Val di Magra. In questo settore sono state riconosciute numerose faglie quaternarie, circa orientate NO-SE  fra cui la faglia di Groppodalosio (vedi fig.1.2.2 del rapporto e riportata qui sotto). Secondo lo studio della Dott.ssa Deborah di Naccio dell'Univesità di Chieti-Pescara i dati di sismicità strumentale e storici così come i dati di campagna mettono in evidenza che le faglie NE-immergenti che mostrano i più convincenti indizi di attività quaternaria sono la faglia di Mulazzo e Olivola-Soliera mentre per le SO-immergenti sono le faglie di Groppodalosio e Compione-Comano.
Il calcolo degli indici geomorfologici per l’area studiata in questa ricerca sono in buon accordo con i dati di sismicità studiati in Italia e suggeriscono ulteriormente che i principali terremoti che colpiscono l’area possono essere associati a queste faglie.

Visto l'alto rischio sismico del comune di Pontremoli, ma sopratutto della Valdantena per la presenza della faglia di Groppodalosio una delle
più importanti dislocazione tettonica della Lunigiana, riteniamo che la costruzione dell'impianto (la centrale e le tubazioni) siano ad alto rischio di danneggiamento in caso di terremoto. Visto anche la difficile situazione economica del paese è possibile che se un terremoto danneggiasse la centrale e le tubature di captazione non ci siano poi le risorse economiche per ripararle. Nell'eventualità che l'opera venga realizzata, forte è il rischio che la valle e la comunità debbano pagare il danno ambientale, socio-economico e paesaggistico per un impianto che potrebbe facilmente essere messo fuori uso per l'alto rischio sismico e/ geologico della zona e che non ci siano successivamente le risorse economiche per il suo ripristino.

Schema geologico e principali elementi tettonici della Lunigiana

 
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