Il borgo - Terchio

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Il borgo

Il seguente testo è preso dal Piano di Recupero di Groppodalosio del Comune di Pontremoli approvato a Gennaio 2013 e vi aiuterà a capire l'importanza del nostro Borgo.

Il borgo di Groppodalosio si estende lungo le pendici del monte di Cò e la conca valliva del monte Montantenala, tra i compluvi del Fiume Magra e del torrente Civasola. La principale via carrabile di accesso al borgo di Groppodalosio è attualmente la strada provinciale Pontremoli - Cirone che si sviluppa dal fondovalle. Tale tracciato tuttavia non consente di oggi cogliere la storica unitarietà territoriale che univa Groppodalosio con il territorio della Valdantena connesso con i tracciati viari antichi più importanti: la via Francigena o Montebardone e la via del Cirone. Il tessuto urbano si sviluppa, compatto e chiuso, lungo la direttrice originaria principale che originariamente collegava quasi verticalmente (lungo il crinale) i due nuclei di Groppodalosio Inferiore e Superiore, successivamente si ha uno sviluppo orizzontale lungo due direttrici parallele che dai nuclei originari conducono alla viabilità del passo Cirone; dalle direttrici principali si diramano le vie laterali, di dimensioni più ristrette, per alcuni tratti anche voltate, che seguono l’andamento naturale del terreno. Dallo studio della cartografia del catasto leopoldino risulta che il tessuto urbano attuale è rimasto pressoché inalterato dal 1500. Solo alcuni interventi edilizi hanno in parte snaturato alcuni edifici senza pesanti compromissioni dell’assetto urbanistico. Il borgo si sviluppa su due nuclei originari che danno origine alle frazioni di Groppododalosio Superiore e Inferiore, localizzazti sulla direttrice che dal ponte sul fiume Magra sale a monte per poi proseguire verso Gravagna e l’originario passo “romano del Valoria” (forse l’originaria strada romana Luni-Parma). Nel catasto Leopoldino si notano ancora i due nuclei originali raccolti in forma quadrilatera, derivata dalle originaria tipologia a corte che denota una fase di impianto assai antica. Si capisce inoltre la seconda fase di insediamento che si sviluppa dai due nuclei principali (Groppodalosio Superiore e Inferiore), attraverso due direttrici parallele che conducono alla viabilità del passo Cirone. L’ingresso attuale ai due nuclei avviene dalla strada comunale carrabile e seguendo le direttirci originarie parallele a mezzacosta sul promontorio del monte di Cò, conducono al centro dei due nuclei originari.  L’aggregato dei due nuclei originari si sviluppa con tessuto compatto e chiuso lungo le vie interne che racchiudono un nucleo centrale più antico, caratterizzato da stretti percorsi in acciottolato, con tratti di passaggi voltati “ in galleria “ (volte a botte o a crociera ) con caratteristiche strutture in pietra “a faccia vista “, su cui si attestano le volte. Le strutture murarie, i passaggi voltati, gli stipiti e i portali documentano una edilizia rurale che per analogia con altri nuclei sicuramente datati, si può far risalire al periodo di massima espansione del XIV – XVI secolo, ma che denotano un’origine più antica di derivazione da un tessuto edilizio matrice: “la casa corte”. Questa tipologia costruttiva è caratteristica dell’epoca rurale più antica caratterizzata da piccole aperture, tetti più spioventi, elementi architettonici più elementari, aie a cui si accede dalla via interna. I fabbricati invece che si sviluppano lungo le direttrici parallele che collegano i nuclei originari con la strada del Cirone, hanno una matrice diversa rispetto ai due nuclei originari; i fabbricati assumono nel tempo caratteristiche architettoniche più eleganti e ricercate, con aggregazioni tipologiche che riconducono a residenze più organizzate ed evolute. I lotti abitativi si aggregano e gli spazi residenziali di dilatano. Ampie terrazze, su strutture voltate, vengono annesse alle residenze “riqualificate“ creando caratteristici spazi aperti pertinenti. Strutture voltate si attestano attorno ai cortili interni. Successivamente l’aggregazione dei lotti, genera, in alcuni casi, fabbricati riconducibili alla tipologia del “ palazzo “ signorile, con caratteristiche architettoniche di pregio (portali, stipiti, balconi, pozzi nel cortile .. ).  In questa epoca gli spazi tra le abitazioni risultano più ampi, così come le dimensioni dei fabbricati. Corti e aie caratterizzano le pertinenze esterne dei fabbricati. La tipologia costruttiva permette di datare al XVIII - XIX sec. il periodo di trasformazione edilizia e architettonica del tessuto. L’ espansione più recente è costituita da ampliamenti di case monofamiliari nelle parti più decentrate e più vicine alla strada carrabile ( XX sec.). Le tecniche costruttive originali vedono l’utilizzo della pietra arenaria per le strutture murarie e per gli elementi accessori (finestre, portali..): la tessitura e la pezzatura degli elementi lapidei e la loro lavorazione testimoniano una tecnica comune, da recuperare quale documento materiale di rilievo per l’edilizia storica lunigianese . Il borgo mantiene la sua connotazione originale di borgo rurale: dal percorso urbano, su cui si attestano le residenze, si irradiano gli antichi tracciati interpoderali, caratterizzati da muri a secco, che conducono agli orti. La maglia catastale, più minuta in prossimità dell’abitato, documenta la tradizionale economia agricola dei luoghi. La pavimentazione delle strade interne è caratterizzata da pietre disposte ad “ opus incertum” e acciottolato, mentre le aie, dove conservate nella loro originale integrità, sono in lastre di pietra squadrata (piagnoni). Di particolare interesse architettonico risulta l’oratorio dedicato al nome di Maria. La parte absidale, rivolta verso nord dell’abitato  di Groppodalosio Superiore, presenta una struttura muraria riconducibile al XVI – XVII sec. : la muratura appoggia sugli strati rocciosi di fondazione. Attualmente l’oratorio non è più consacrato e non svolge la sua funzione originaria.

 
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