I Certificati Verdi - Terchio

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I Certificati Verdi

Il business dell'acqua

Un impianto idroelettrico sfrutta un dislivello topografico per trasformare l’energia potenziale dell’acqua in energia meccanica di rotazione della turbina idraulica, che viene convertita in energia elettrica tramite il generatore. La potenza erogata dagli impianti idroelettrici dipende dall’entità del dislivello e dalla portata d’acqua. Gli impianti ad acqua fluente usano direttamente la portata utile disponibile nell’alveo del corso d’acqua senza poter regolare la portata. L'acqua viene captata a monte della centrale e rilasciata dopo il passaggio nella centrale. L'energia così prodotta viene definita "rinnovabile" e di conseguenza è considerata "pulita". Quando si parla di centraline idroelettriche che producono piccole quantità di energia rispetto agli alti costi di progetto e realizzazione non si può prescindere da affermare che il vero guadagno è quello dei certificati verdi. Grazie al commercio dei certificati verdi il produttore di energia da fonti fossili non è che è multato o disincentivato a produrre energia sporca, continua a produrre tutta la sua energia "sporca" lavandola con l'acquisto dei certificati verdi. Il valore economico delle centraline non è da ricercarsi nella quantità di energia da esse prodotta (quantità ridicola) e neppure nella sostenibilità ambientale della loro produzione di energia, ma nella produzione dei certificati verdi. Le centraline non producono energia 'pulita' in alternativa ad energia 'sporca', bensì il loro continuo aumento produce proporzionalmente una giustificazione all'aumento della produzione di energia da fonti fossili.

Il D.Lgs. n. 79 del 1999 ("decreto Bersani") ha imposto alle imprese che producono o importano elettricità da fonti non rinnovabili di immettere nella rete una quota di energia prodotta da impianti  alimentati da fonti rinnovabili. Tale quota era del 2% nel 2001, del 6,80% nel 2011 e del 7,55% nel 2012. Tale meccanismo è inteso a garantire il raggiungimento dell’obiettivo della direttiva comunitaria 2001/77/CE che per l’Italia prevede un contributo delle fonti rinnovabili al consumo lordo di elettricità pari al 25% entro il 2010. I soggetti obbligati all’immissione della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili possono adempiere sia tramite la produzione diretta sia tramite l’acquisto dei "diritti" – i certificati verdi – da altri produttori o dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE). I Certificati verdi sono infatti titoli annuali "al portatore", liberamente negoziabili che vengono rilasciati dal GSE ai titolari degli impianti di produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili, entrati in esercizio dopo il 1° aprile 1999. Il Certificato Verde è emesso dal Gestore dei Servizi Elettrici S.p.A. - GSE su comunicazione del produttore e riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dell’anno precedente o la producibilità attesa nell’anno in corso o nell’anno successivo e rappresenta 1 MWh di energia elettrica.
L’obbligo per i produttori e importatori di energia elettrica di immettere ogni anno in rete una quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di certificati verdi prodotti da altri soggetti. Questa opzione genera quindi una richiesta di energia "verde" che dà vita ad un vero e proprio mercato di Borsa, gestito dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) che mette in contatto domanda e offerta. Possono partecipare al mercato dei CV, come acquirenti o venditori, il GSE, i produttori nazionali ed esteri, gli importatori di energia elettrica, i clienti grossisti e le formazioni associative (associazioni di consumatori e utenti, ambientaliste, sindacati) previa domanda al GME e ottenimento della qualifica di operatore di mercato. L'ECO-business dei certificati verdi ecco che così aumenta in maniera esponenziale.
Il prezzo dei certificati verdi è variabile e fissato di anno in anno in base agli incentivi concessi; ad esempio per il 2006 il valore è stato fissato a circa 125 €/MWh, valore a cui va aggiunto il prezzo di cessione dell'energia elettrica sul mercato (oltre 70 €/MWh), per un totale di circa 200 €/MWh. Nel 2009 era di circa 180 €/MWh più il prezzo di cessione dell'energia elettrica sul mercato. Separatamente dalla vendita dei Certificati Verdi, la valorizzazione dell’energia immessa in rete (attraverso la vendita al GSE con il meccanismo del "ritiro dedicato" oppure tramite la vendita dell'energia elettrica direttamente sul mercato libero) fornisce la seconda voce di ricavo per gli impianti alimentati da fonte idroelettrica, e l’unica al termine del periodo di incentivazione

 
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