Flora - Terchio

Vai ai contenuti

Menu principale:

Flora

Il nostro NO perché....

SPECIE FLORISTICHE DI RILIEVO E HABITAT

Nel SIA al punto 18.3.1 è riportato: "Nel Comune di Pontremoli risulta presente un solo habitat di interesse Comunitario e Regionale classificato anche come prioritario: Praterie Acidofitiche del Piano Subalpino e Montano a dominanza di Nardus stricta. Oltre all’habitat di cui sopra, nel territorio comunale sono presenti altri 12 habitat di interesse valutati dalla Legge R. 56/2000 di interesse regionale. Nella zona interessata dall’intervento non è presente nessuna specie Floristica di interesse Regionale e/o dichiarata protetta, segnalata negli elenchi degli Allegati della L.R. 56/2000".


Lo studio tralascia di segnalare che fra questi 12 "Habitat vegetazionali naturali e seminaturali di interesse regionale" vi sono:
1) Boschi a dominanza di castagno. Castagneti prevalentemente antropici, importanti per la ricchezza floristica". E cioè proprio quei castagneti che sono prevalenti nella valle del Terchio e Alta valle del Magra, aree interessate dal progetto. Inoltre, questi stessi castagneti sono indicati come rilevanti nella "Tavola 81 Sistema ambientale" come "elementi essenziali della rete ambientale" e sono protetti dalla legge regionale 56/2000
2) Boschi di ontani presenti lungo tutto l'alveo e zona riparia del torrente Terchio. Gli ontaneti, specie arborea presente nell’elenco delle specie del SIA, sono un habitat segnalato come prioritario nella direttiva CEE 92/43 che definisce i tipi di habitat naturale di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione.


Inoltre segnaliamo con forza che nella SIA manca completamente la descrizione delle Fanerofite erbacee presenti (sono riportate solo quelle arboree ed arbustive); quindi diventa difficile sostenere che "Nella zona interessata dall’intervento non è presente nessuna specie Floristica di interesse Regionale e/o dichiarata protetta, segnalata negli elenchi degli Allegati della L.R. 56/2000" se le piante erbacee non sono state considerate !

Siccome nel SIA i castagneti sono stati definiti come degradati vogliamo ricordare che in tutti i tipi di ambienti forestali è molto importante avere esemplari arborei, invecchiati o morti e quindi soggetti decadimento naturale in quanto fondamentali per la conservazione della biodiversità e il corretto mantenimento dei cicli vitali all'interno di un ecositema. Piante vecchie e morte sono un substrato su cui trovano rifugio e alimento moltissimi organismi viventi (licheni, funghi, insetti, chirotteri, uccelli nidificanti, ecc.), che contribuiscono a formare comunità biologiche ricche e diversificate e, conseguentemente, a preservare gli equilibri dell’ecosistema. Per empio, gli alberi possono accogliere pipistrelli in riposo diurno, durante il periodo del letargo invernale e nelle diverse fasi del ciclo riproduttivo: l'accoppiamento, il parto e l'allevamento della prole. Gli alberi idonei sono quelli con cavità o altri interstizi: nidi di picchio abbandonati, gallerie scavate nel legno dalle larve degli insetti xilofagi di taglia maggiore, lembi di corteccia sollevati, fessure aperte nei rami o nei fusti da eventi traumatici e successivamente modellate dall’azione opposta degli agenti decompositori (funghi) e dei tessuti cicatriziali della pianta. Parte di questi rifugi sono associati a esemplari arborei vivi, parte a piante in deperimento o addirittura morte, com'è prevalentemente il caso delle cortecce sollevate.

Un discorso a parte, a questo riguardo, merita la "Analisi vegetazionale" allegata al SIA. In questa relazione, come prima osservazione si dice che "Il Terchio è un torrente che confluisce nel fiume Magra, nei pressi dell’abitato di Pracchiola, nel Comune di Pontremoli. L’Area di studio ricade nei confini amministrativi del Comune di Pontremoli, nelle vicinanze del sopracitato abitato di Pracchiola (Fig. 1)". La figura 1, a cui il testo fa riferimento, conferma l’errore. Il Terchio confluisce nel fiume Magra di fronte all'abitato di Groppodalosio e non di fronte a quello di Pracchiola.




 
Torna ai contenuti | Torna al menu