Fauna - Terchio

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Fauna

Il nostro NO perché....

SPECIE FAUNISTICHE DI RILIEVO ED HABITAT

Nel punto
18.2.1 "SPECIE FAUNISTICHE DI RILIEVO ED HABITAT" non dice assolutamente nulla riguardo le specie faunistiche di rilievo della zona, limitandosi a riportare alcune delle immagini estratte dalla tavola 64 del Piano Strutturale del Comune di Pontremoli “Tav. 64 - Specie faunistiche di rilievo e habitat”.
È invece da sottolineare che molte delle specie indicate come “di interesse conservazionistico” non hanno una localizzazione delimitata; si pensi ad esempio alla varie specie altamente mobili quali Uccelli o Mammiferi volatori (Pipistrelli) la cui distribuzione non può certo essere dedotta da dei simboli presenti sulla carta in questione, che peraltro indica esclusivamente punti di segnalazione; cosa che non può escludere che la zona interessata dall’opera sia comunque frequentata da queste specie. Ed è in questo contesto che il PS del Comune nella “Tavola 81 – Sistema ambientale” (vedi foto sotto) segnala un’ampia zona del’Alto Bacino del Fiume Magra (dal passo del Cirone fino a valle di Molinello, e che quini include l’area oggetto dell’opera) quale “area di alto valore ambientale quale riserva di naturalità”. Anche questo è un importante elemento che è stato totalmente ignorato nel SIA.



In questo punto del SIA, peraltro, non viene fatto alcun riferimento a specie di interesse conservazionistico quali, fra i Pesci: il Barbo, la Rovella e il Vairone; fra gli Anfibi: la salamandra pezzata; e fra gli Uccelli: il Martin pescatore e il Piro piro piccolo, che compaiono nella tavola 64 del Piano Strutturale del Comune di Pontremoli “Tav. 64 - Specie faunistiche di rilievo e habitat” fra le specie presenti nelle “Aree di interesse prioritario”, che comprendono il Fiume Magra e i suoi affluenti.

Nello studio d'impatto Ambientale IBE allegato al progetto, si dichiara che le analisi effettuate dopo due campionamenti effettuati nello stesso giorno, in punti diversi, hanno permesso di ottenere un valore I.B.E. pari a 10, che corrisponde ad una qualità delle acque alta, ovvero propria di un ambiente non inquinato. In effetti, il rio Terchio è l'unico torrente della Valdantena in cui non sono immessi lungo tutto il suo percorso scarichi civili. Durante i periodi autunnali lungo le rive del rio Terchio è possibile osservare la salamandra pezzata (
Salamandra salamandra), specie rigorosamente protetta che non può essere molestata o tenuta in cattività (Convenzione di Berna, allegato II) ed è tra le specie di animali protetta ai sensi della legge regionale n.56 del 2000 (Allegato B) per la conservazione e la tutela degli habitat, della flora e della fauna selvatiche e tra le emergenze faunistiche del comune di Pontremoli. In Italia la popolazione di questa salamandra è in pericoloso declino a causa della distruzione degli habitat e in particolare modificazioni strutturali dei siti ove avviene lo sviluppo delle larve (captazioni, bonifiche, cementificazione del letto dei corsi d'acqua), dall'inquinamento delle acque di ruscelli, torrenti e sorgenti; dal disboscamento e dagli incendi; dall'introduzione di pesci carnivori. La captazione delle acque del torrente Terchio, la devastazione operata dalla costruzione dell'opera non potrà che danneggiare seriamente la popolazione della salamandra pezzata nella valle.

Inoltre nelle acque del rio Terchio vive il gambero di acqua dolce (
Austropotamobius pallipes), specie considerata vulnerabile in base ai criteri della IUCN red list. La lista rossa è considerata come il più autorevole e obiettivo sistema di classificazione delle specie a rischio di estinzione redatta dalla International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN), ovvero l' Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (http://www.iucnredlist.org/details/2430/0). Il gambero d'acqua dolce è presente nella lista delle specie da proteggere della Legge Regionale 56/2000 (allegato A). Anche questa specie è minacciata dalle opere di regolazione e sistemazione delle acque superficiali oltre che dall'inquinamento delle acque, da malattie come la cosiddetta "peste dei gamberi", la presenza di crostacei esotici (cioè non autoctoni), l'inquinamento organico e  l'inquinamento inorganico. La specie Austropotamobius pallipes è a forte rischio di estinzione in Italia ed in molte zone non è più stata rintracciata. Ai fattori sopra elencati, si aggiunge quindi un pericoloso frazionamento dell'areale e delle popolazioni che potrebbe portare ad un indebolimento genetico e ad una rapida estinzione sul nostro territorio.

Un'altra specie che sicuramente è presente nel Torrente Terchio, visto la presenza del gambero d'acqua dolce, è il granchio di acqua dolce (
Potamon fluviatile) che in Italia è presente dalla Sicilia fino all'Appennino Ligure e Tosco-Emiliano. Il granchio d'acqua dolce è protetto dalla Legge Regionale 56/2000 (Allegato A e allegato B). Nelle acque del torrente Terchio inoltre vivono specie di pesci che sono emergenze faunistiche del Comune di Pontremoli che sono il barbo (Barbo pblebejus) e la rovella (Rutilus rubilio). Il barbo e la rovella sono protetti dalla legge regionale 56/2000 (allegato A).

A sensi della Legge regionale 56/2000, le specie elencate nell'allegato A sono di importanza conservazionistica tale che la loro conservazione può richiedere la designazione di SIR (Sito di Interesse Regionale) e di SIC (Sito di Interesse Comunitario).

L'alta qualità del torrente Terchio e del suo ambiente fluviale e ripario rappresenta un rifugio di enorme importanza per queste specie. Anche nel caso in cui la captazione delle acque superficiali per il funzionamento della centrale non determini un effettiva e significativa diminuzione della qualità bio-chimica delle acque del fiume, la riduzione del flusso determinato dalla captazione superficiale causa un sensibile cambiamento nella struttura delle popolazioni di micro e macro invertebrati della comunità bentonica del fiume e sulla biodiversità di tutto l'ecosistema fluviale e ripario. Le numerose specie protette a livello regionale e comunitario presenti nell'ambiente del torrente Terchio veranno seriamente danneggiate sia dall'opera di costruzione dell'impianto che dalla captazione superficiale delle acque.

Tra le Emergenze faunistiche dal Piano Strutturale del Comune di Pontremoli, le specie animali di interesse conservazionistico nel territorio pontremolese sono molteplici e comprendono specie di pesci, anfibi, uccelli e mammiferi. Il fiume Magra e i suoi affluenti a monte dell'abitato di Pontremoli si contraddistinguono per un'elevata qualità ambientale e quindi per una componente ittica estremamente esigente dal punto di vista ecologico. Anche i suoi affluenti sono da considerarsi di estremo interesse data la loro naturalità che si riflette nelle specie acquatiche presenti (pesci e anfibi) e nella alta qualità dell'ecosistema dell'ambiente fluviale come conferma la presenza di uccelli predatori acquatici come il Martin Pescatore e il Piro piro piccolo. Le raccomandazioni che troviamo nel piano strutturale per la conservazione di queste specie ad ambito fluviale sono: "per tutti i corsi d'acqua risulterà indispensabile evitare alterazioni dell'ambiente non solo dovute all'inquinamento ma anche ad interventi sulle sponde. E' importante limitare anche il prelievo idrico delle acqua superficiali e delle falde".

Fra le specie di mammiferi che troviamo nella lista delle emergenze faunistiche del comune di Pontremoli ci sono sette specie di chirotteri (pipistrelli). Per i pipistrelli diversi studi dimostrano come l'inquinamento acustico sia molto nocivo per queste specie tanto da causarne un aumento della mortalità o l'abbandono dei siti dove vivono. Questi animali infatti cacciano per ecolocazione e ascolto passivo basandosi sul rumore che la preda produce. L'inquinamento acustico maschera questi rumori creando problemi agli animali durante la caccia. Inoltre l'inquinamento acustico è anche responsabile di una maggiore mortalità degli individui perché i ripetuti risvegli durante il letargo invernale causati dal disturbo comportano il consumo di riserve lipidiche importante e difficilmente ricostituibili. Se vengono ripetutamente svegliati, i pipistrelli rischiano di arrivare alla fine dell'inverno senza riserve sufficienti per il risveglio definitivo o comunque, molto più sensibili ai fattori di mortalità e incapaci di affrontare i costi energetici della successiva stagione riproduttiva. L'inquinamento acustico prodotto dalla centrale, che si sommerà a quello causato della centrale già operante, la distruzione causata dalla costruzione dell'opera con distruzioni di alberi antichi ricchi di cavità rifugio per i pipistrelli, hanno la potenzialità di danneggiare seriamente la popolazione di pipistrelli che risiede nella nostra valle. I pipistrelli infatti trovano nella nostra valle un'area di caccia preziosa visto l'apertura della valle, l'affaccio sul Magra e la prevalenza collinare, caratteristiche non comuni nel territorio potremolese costituito maggiormente da habitat montani e premontani. Quindi la nostra valle rappresenta un altro sito di cruciale importanza, oltre ai Prati di Logarghena, per la conservazione delle specie di chirotteri, emergenze faunistiche del territorio potremolese. Sei delle sette specie di chirotteri, emergenze faunistiche del Comune di Pontremoli sono protette dalla legge regionale 56/2000 (Allegato A), e sono il pipistrello di savi (
Hypsugo savii), il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros), l'orecchione meridionale (Plecotus austriacus), pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), la nottola comune (Nyctalus noctulae), e la nottola di Leisler (Nyctalus leisleri). Le popolazioni di tutte queste specie stanno diminuendo grandemente a causa di un fattori come, la diminuzione dei grossi insetti, la distruzione delle foreste e boschi, con la conseguente perdita delle cavità degli alberi in cui rifugiarsi, la distruzione dei rifugi, i cambiamenti nelle pratiche agricole e la perdita di habitat favorevoli.

Come si evince dal piano strutturale del Comune di Pontremoli, gli spazi coltivati attorno ai piccoli borghi costituiscono isole di biodiversità all'interno dell'omogenea copertura boschiva. Il paesaggio della Valdantena (ambiente prettamente collinare, aperto, affacciato sul Fiume Magra con numerosi spazi coltivati, raro nel territorio potremolese) rappresenta quindi un ambiente molto importante soprattutto per quelle specie di uccelli fra le emergenze faunistiche del Comune di Pontremoli (ex. averla piccola, biancone, falco pecchiaiolo, gheppio) che nidificano e cacciano nelle zone aperte. Per questi ambienti, come si legge nel piano strutturale del Comune di Pontremoli "gli interventi proposti sono politiche che evitino l'abbandono dei centri montani e le tradizionali forme di conduzione dei terreni".

Infine facciamo presente che la Valdantena confina con aree di grande valore paesaggistico, ambientale e conservazionistico come l'area SIR del Monte Orsaro e il Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano. Sebbene la nostra valle non sia inclusa in queste zone altamente protette questo non deve esimere l'amministrazione comunale, come si può leggere anche dal piano strutturale del comune di Pontremoli, "dall'attuare opportune strategie in sinergia con l'amministrazione di Filattiera e dell'Ente Parco Appennino Tosco-Emiliano al fine di mantenere una delle realtà paesaggistica e ambientale più significative della Lunigiana".

 
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