Energia, risparmio e l'Europa - Terchio

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Energia, risparmio e l'Europa

Come mai in Italia siamo avanti di 8 anni rispetto all'obiettivo europeo per la produzione di energia "pulita", e siamo invece clamorosamente in ritardo su risparmio energetico, energia solare e risparmio nel settore dei trasporti? Forse che in questi settori il business per privati nella green economy non è sufficientemente allettante?

L'energia più pulita è quella non consumata....
La Corte dei Conti Europea, ha recentemente indagato sui fondi messi a disposizione dal 2007 al 2013 per l'efficienza energetica nell'edilizia pubblica (Rs 21/2012), e ha svelato che in Italia i soldi stanziati da Bruxelles per ridurre i consumi di elettricità, gas e combustibili nell'edilizia pubblica, sono finiti nel buco nero della cattiva gestione. Dal 2000, sono stati spesi quasi cinque miliardi di euro per il cofinanziamento di misure di efficienza energetica negli Stati membri. La Corte dei conti ha messo sotto esame tre Paesi in particolare la Repubblica Ceca, l'Italia e la Lituania, cioè quei paesi che avevano ricevuto i maggiori contributi dal Fondo di Coesione e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il periodo 2007-2013 e che avevano anche stanziato gli importi più elevati per i progetti entro il 2009. Ciò che è venuto alla luce è che gli Stati membri hanno fondamentalmente utilizzato questi fondi per rinnovare edifici pubblici, mentre il risparmio energetico era, nel migliore dei casi, una finalità secondaria. Forse è anche per questo che l'Europa è in clamoroso ritardo nel conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico. La Commissione Europea ha inviato al nostro Governo e a quelli di Bulgaria, Grecia e Portogallo la richiesta di notificare le misure per il rispetto delle regole europee sull'efficienza e risparmio energetico negli edifici nuovi ed esistenti. La Direttiva, inoltre, impone di assicurare che, entro il 2021, tutti i nuovi edifici rientrino nella categoria dei cosiddetti "edifici a energia quasi zero". I Paesi UE rischiano ora il rinvio di fronte alla Corte di Giustizia europea e conseguenti multe in caso di condanna.

Obiettivo rinnovabili...
L'Italia ha superato gli obiettivi europei per il 2020 in materia di rinnovabili elettriche con ben otto anni di anticipo. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha infatti evidenziato che la potenza installata complessiva delle rinnovabili è salita a 47.092 MW, il 13,7% in più rispetto al 2011. Il dato più interessante riguarda, però, la produzione garantita dalle energie pulite, che ha raggiunto 92.460 GWh (+11,4% rispetto al 2011), pari al 27% dei consumi lordi nazionali, mentre il target assegnato all'Italia in sede europea per il 2020 è del 26,4%. Non a caso, già la Strategia energia energetica nazionale del Governo Monti prevedeva un ulteriore innalzamento degli obiettivi (oltre il 30%) per la generazione di elettricità da rinnovabili. L'Italia, invece, è ancora molto distante dagli obblighi comunitari in materia di energia termica, nel settore trasporti e in quello del risparmio energetico.
Altro dato che balza all'occhio è che l'idroelettrico, la storica fonte di energia non fossile nazionale, vede per la prima volta scendere il suo contributo alla produzione elettrica verde sotto quota 50%. L'energia dall'acqua ha garantito lo scorso anno quasi 42.000 GWh, in leggero arretramento rispetto al 2011 a sostanziale parità di potenza installata, probabilmente per effetto di condizioni meteorologiche non particolarmente favorevoli. Notevole, invece, il passo in avanti dell'eolico che, con solo un GW di potenza installata aggiuntiva, mette a segno una produzione elettrica supplementare di oltre 4.000 GWh, raggiungendo quota 13.900 GWh. Non da meno il fotovoltaico che, nonostante la frenata nella nuova potenza installata (quasi 3,6 GW nel 2012), pu
vantare una generazione di 18.800 GWh, oltre il 74% in pi rispetto al 2011.

 
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